THE KISS E BLOW JOB:I CORTI SPERIMENTALI DI ANDY WARHOL

829562D3-5A88-40EA-859B-CBE137BBCE72_t_6Vi sarà sicuramente capitato, soprattutto se seguite questo blog, di aver visto due video di grande impatto virale: FIRST KISS di Tatia PilievaHYSTERICAL LITERATURE di Clayton Cubitt. Che siano stati ispirati da The Kiss e Blow Job, due tra i 500 short movie di Andy Warhol?

Certo che se le idee possono sembrare simili, le finalità appaiono chiaramente antitetiche: nei moderni video virali si ricerca il coinvolgimento dello spettatore, negli screen test (così li definiva Warhol) si rompeva, invece, volutamente il contatto emotivo con il fruitore.

Più guardi la stessa cosa, più il significato scompare, e meglio, e più vuoto ti senti

L’intento dell’artista americano era infatti di portare lo spettatore ai limiti della sopportazione con film muti, privi di trama, inquadrature fisse e riprodotte a sedici fotogrammi al secondo benché girati a ventiquattro.

UnknownMa se sul piano stilistico i corti venivano realizzati per generare la noia, sul piano contenutistico  molti di questi film manifestano la necessità di provocare con l’erotismo, la stravaganza ed una sensibilità camp (amore per l’eccesso, per l’off, per le cose che sono ciò che non sono).

Vi propongo così due esempi: The Kiss del 1963, in cui 13 coppie etero, gay e  miste si baciano per 54 minuti; e Blow Job del 1964, in cui si assiste, per 35minuti (!!) ad una probabile fellatio intuibile solo dalla mimica del volto dell’attore.

Prima di lasciarvi alla visione di questi video, volevo sottolineare l’aspetto rivoluzionario di The kiss.

Il film é girato nel 1963 anno in cui era in vigore ancora il Production Code che vietava ai film hollywoodiani scene di baci oltre i 3 secondi. Inoltre in alcuni paesi degli Stati Uniti l’omossessualità ed i rapporti interculturali erano puniti con l’arresto.

 

 

 

Condividi

Lascia il tuo commento