LA REGINA DELLO SPOGLIARELLO: GYPSY ROSE LEE

Gypsy Rose Lee

Quando nell’appartamento di New York con 26 stanze, 7 bagni, il patio e la piscina hai il copri water in visone, quando giri con una Roll Royce  in cui sono incastonate le tue iniziali in oro, e quando non puoi fare a meno di spostarti  senza 27 bagagli (Vuitton), non occorre che sulla carta d’identità sia indicato Diva, é già scritto ovunque e per sempre.

Gypsy Rose LeeBellezza, classe ed intelligenza. Altro? Sì, una terribile madre ambiziosa al seguito, gli elementi che hanno trasformato Rose Louse Hovick in Gypsy Rose Lee, la regina dello spogliarello.

Invece di giocare a nascondino con gli altri bambini lei e la sorella già a due anni si esibivano sul palcoscenico per volere della madre.

Per molti anni Rose rimase in ombra rispetto alla sorella June che riscuoteva successo anche come attrice cinematografica.

Ma la vita a volte sa essere sorprendente come nelle favole!

June fuggì con un ragazzo della compagnia, il teatro di Vaudeville entrò in crisi per l’avvento del cinema e alla giovanissima Rose non rimase che sfoderare tutta la sua classe ed erotismo per riemergere da quel momento difficile.

Ed é così che nacque una nuova arte, l’arte di sedurre con ironia e piume, l’arte del burlesque.

Ed é così anche che nacque la una prima grande artista del genere: Gypsy Rose Lee.

C’erano proprio tutti ai suoi spettacoli:politici, intellettuali, gangsters… in 11 mila accorrevano ogni settimana per vedere l’esibizione della magnetica ragazza di Seattle.

Su di lei oggi rimane l’autobiografia (Gypsy – Adelphi Edizioni), un film realizzato nel 1962 da Mervyn Leroy (La donna che inventò lo strip-tease) basato sul musical di Broadway del 1959 (Gypsy- A Musical Fable), ed il libro scritto dal figlio Erik Preminger (avuto da Otto Preminger dopo un’avventura di una notte ) My G-String Mother: At Home and Backstage with Gypsy Rose Lee.

Spero che questo salto negli albori del burlesque dell’America degli anni ’30 porti anche voi a rispolverare un vecchio boa di struzzo, un cilindro , un bastone e tanta contagiosa ironia. Vi assicuro fa benissimo all’ U(a)more!

Condividi

Lascia il tuo commento