NYNPHOMANIAC Vol. II

nymphomaniac2-210x300Da ieri nelle sale é uscita la seconda parte di Nynphomaniac.

Volevo segnalarvelo anche se ancora non sono riuscita a vederlo.

Leggendo qualche recensione sul web, l’atto conclusivo del film di Lars von Trier sembrerebbe confermare la supposizione che mi ero fatta sul finire della prima parte: un’immersione nel cupo dolore senza edulcoranti né anestetizzanti, insomma in pieno stile Von Trier.

“Sfortunatamente devo descrivere due libertini; aspettati perciò particolari osceni, e scusami se non li taccio. Ignoro l’arte di dipingere senza colori; quando il vizio si trova alla portata del mio pennello, lo traccio con tutte le sue tinte, tanto meglio se rivoltanti; offrirle con tratto gentile è farlo amare, e tale proposito è lontano dalla mia mente” .

Così in una lettera il Marchese De Sade descriveva il suo stile letterario, e non stupisce infatti che questo autore sia stato più volte citato all’interno di Nynphomaniac Vol. II.

Il sesso quindi associato non al piacere ma al dolore.

Il regista nel primo capitolo della seconda parte, La Chiesa d’Oriente e d’Occidente (L’Anatra Silenziosa)  accennerebbe anche ad un retaggio  della Chiesa d’Occidente legata al concetto di senso di colpa e sofferenza.

E’ vero che non posso giudicare non avendo visto ancora il secondo volume , ma trovo eccessivo anche questo messaggio all’interno di un film già fin troppo complesso…

In conclusione consentitemi di condividere con voi un mio interrogativo: perché il regista danese avrà scelto la Gainsbourg come icona del dolore nella sua trilogia che comprende anche Antichrist e Melancholia. Sarà solo per la sua fisicità ed i suoi tratti irregolari?

Devo ammettere che io a tutt’oggi associo il suo personaggio a questa canzone e video in cui, dodicenne, affiancava il padre Serge Gainsbourg, creando provocatoriamente scandalo:

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