NYNPHOMANIAC:IL FILM METAFISICO VENDUTO COME FILM PORNOGRAFICO

Nymphomaniac 2E’ proprio con la tecnica della pesca a mosca che descrive nel suo film, che Lars Von Trier ha pensato di addescare le sue prede.

L’esca, la mosca finta, è il sesso esplicito, la pornografia.

Catturato nella sala cinematografica, lo spettatore  si troverà invece di fronte ad un film intriso di metafisica, musicologia, matematica, letteratura, psicoanalisi, arte…la settima arte, o forse l’ottava visto la ricorrenza di questo numero all’interno del film.

Coloro dunque che volessero andare a vedere al cinema un film per perversi, (così lo hanno definito gli amici di una fastidiosa coppietta che avevo accanto) meglio che rimangano a casa per non rimaner delusi.

Forse per consistenti scene di pornografia occorrerà aspettare la versione integrale di 5 ore rispetto alle 4 distribuite attualmente, ma sicuramente non saranno neanche le scene tagliate a suscitare gli stati di eccitazione ricercati da un pubblico di voyeur.

Oserei riscontrare un certo parallelismo tra il corpo consapevolmente violato di Joe, la protagonista di Nymphomaniac, ed il film stesso violato dalla mano del distributore che, senza rispettare il sentimento creativo del regista, ha tagliato, squartato, suddiviso, la fluida narrazione.

Si può parlare di un film avendone avuta solo una visione parziale?

Proprio per questo deficit mi limito dunque a dire che quanto visto finora, la prima parte della versione censurata, ha conquistato il mio personalissimo plauso.

Vi confesso di esser entrata in sala con la paura di rivivere i soliti pugni in pancia che la cinematografia di Von Trier elargisce con indecorosa grazia.

Invece non si sente niente.  

Se con Bess de “Le onde del destino”, man mano che sprofonda negli abissi degli inferi si soffre e si soffoca con lei, con Joe, proprio come lei, non si sente niente, almeno é così per i primi 5 capitoli del film.

 Solo in un capitolo la si avverte viva e si condivide un formicolio di emozioni: il capitolo della morte del padre.   

Immersa un bianco e nero tipico di un paesaggio invernale, l’anima di Joe , come gli alberi in inverno, è per la prima volta nuda.

Eros e Thanatos si incontrano, si scontrano ed esplodono.

Altre dicotomie rimbalzano prepotentemente nel film:  il sacro ed il profano, gli inferi ed i mondi celesti, Bach e Rammestein, l’istinto e la saggia ragione.

Quello che mi ha lasciato questa prima parte del film meriterebbe più una tesina che un post, per questo mi fermerei qui senza addentrarmi in discorsi troppo complessi e quindi prolissi.

Lascerei a chi avesse intenzione di andare a vederlo con uno sguardo introspettivo, la traduzione del testo della canzone che apre e chiude la prima parte di Nynphomaniac: Führe Mich  dei Rammestein

Mi sei cresciuta nel cuore
Quando sanguino, tu hai i dolori
Dobbiamo conoscerci
Un corpo, due nomi
Niente può separarci
Una doppia forma nel seme

Se piangi, mi va bene
La mano della tua paura, nutre il mio sangue

Guidami, stringimi
Ti sento, non ti lascio

Sei stata costruita nel mio cuore
Due anime tendono una pelle
E quando io parlo, tu stai in silenzio
Tu muori quando voglio

Se piangi ti regalo
Figli della paura, lacrime di me

Guidami, stringimi
Ti sento, non ti lascio

Due immagini, solo una cornice
Un corpo, ma due nomi
Due stoppini, una candela
Due anime in un cuore

Guidami, stringimi
Ti sento, non ti lascio

Condividi

Lascia il tuo commento