3 FAVE DI CACAO…E SARA’ BRASATO!

Una cena ben programmata è un crescendo che inizia con le note soavi di una zuppa, passa per i delicati arpeggi di un intermezzo, culmina con la fanfara del piatto principale cui seguiranno infine i dolci accordi del dessert. Procedere così è come fare l’amore con stile, iniziando con le insinuazioni, assaporando i giochi erotici, arrivando al climax con l’abituale fragore per inabissarsi alla fine in un amabile e meritato riposo.” 

images-1Questo estratto è preso dalla “Bibbia” di Karma Kama: Afrodita- Racconti ricette e altri afrodisiaci di Isabel Allende.

L’ho comprato nel 1998 quando uscì in Italia, e da allora di tanto in tanto lo riprendo in mano anche per leggerne una frase. E’ un’opera galante sull’ardita fantasia ed i conditi peccati di gola, sull’amore afrodisiaco tra gli afrodisiaci, ed i piaceri sessuali. Leggende, poesie, colte citazioni, ricette e tanta ironia speziano poi la narrazione.

Oggi lo prendo a pretesto per introdurre la ricetta di uno dei miei piatti principali quello che ” culmina con una fanfara“, quello in cui si arriva ” al climax con l’abituale fragore” e che mi è servito anche per sciogliere l’uomo più algido che abbia mai incontrato: Il Brasato alle fave di cacao.

La preparazione segue i tempi di una lenta ma infallibile seduzione. Del resto in amore come nel sesso la fretta è bandita.

IMG_7562L’ingrediente afrodisiaco principale del piatto sarà il “cibo degli dei”: la fava di cacao, 3 fave di cacao private della loro pellicina ridotte in polvere con pestello e mortaio.

Contenendo teobromina, euforizzante e caffeina, eccitante, fonte di serotonina, dopamina, e feniletilamina che stimolano i centri del piacere del cervello, risulta semplice capirne l’azione afrodisiaca.

A comporre la ricetta ci saranno altri ingredienti considerati da leggende e tradizioni “afrodisiaci” come la carota, volgarmente soprannominata il conforto della vedova, la cipolla, il porro e l’aglio che per quanto se ne decantino fin dall’antichità proprietà chimiche ineccepibili, non favoriscono, a mio avviso, i sospiri d’amore ( per questo ve ne consiglio una quantità più scarsa che moderata). Il sedano, invece, contenendo l’androsterone, un ormone maschile rilasciato con la sudorazione, si dice essere un aiuto a stimolare l’eccitazione sessuale nelle donne. Ed inoltre lo zenzero (conoscendomi un po’ alla volta in cucina vi accorgerete che il 90% delle mie ricette lo contengono).

IMG_7560Acquistato un buon pezzo di cappello del prete di manzo (muscolo della spalla del bovino), lo si mette a marinare per 24h in un orgia di sapori: carote, sedano, aglio, cipolla, porro, zenzero, bacche di ginepro, alloro, rosmarino, salvia, e naturalmente un ottimo vino (visto che la ricetta è di origine piemontese, territorio di vini pregiati, consiglierei un Barolo, un Barbaresco…)

Trascorse le 24h s’infarina il trancio di carne e lo si fa dorare in una padella con un po’ d’olio mentre in una casseruola antiaderente starà sprigionando tutti i suoi profumi il soffritto di carote, sedano e cipolla.

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Tolta la carne dalla padella, si sfuma con il vino della marinatura per raccoglierne i sedimenti e si adagiano tutti gli ingredienti elencati finora, polvere di fave cacao compresa, a cuocere nella casseruola per un paio d’ore aggiungendo un po’ di sale e del brodo quando il liquido di cottura inizierà a restringersi.

Terminata la cottura si raccoglie tutto il condimento ed eliminate le bacche di ginepro, lo si passa al mixer ottenendo una vellutata cremina di accompagnamento.

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Ad un piatto classico come il brasato al quale le fave di cacao hanno conferito un’identità complessa, lascerei cullare le sensazioni gustative ed olfattive dallo stesso importante e corposo vino che ha accolto e cotto la sua carne.

Non mi resta che lasciarvi ai vostri appetiti carnali….

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