“EROS PRIMAVERIL” SCATTI INEDITI DI ALEXANDER GONZALEZ DELGADO

L’arte non é mai casta, si dovrebbe tenerla lontana da tutti i candidi ignoranti. Non dovrebbero mai lasciare che la gente impreparata vi si avvicini. Sì, l’arte é pericolosa. Se é casta non é arte” 

La citazione di Pablo Picasso mi sembra adatta per introdurre la produzione artistica di Alexander Gonzalez Delgado, fotografo cubano che da tempo ha scelto l’Italia come culla per il suo percorso creativo.

10152872_10203483674883705_807292570_nQualche giorno fa aprendo la mail ho trovato un cadeau speciale per i lettori di Karma Kama: una serie inedita di suoi scatti intitolata “Eros Primaveril” realizzata con la modella Nicole Andrea.

Ho pensato di proporvela contornata da una breve intervista che vi permetterà di conoscere meglio la poetica della sua fotografia.

Karma Kama: La formazione teatrale presso l’Accademia Nazionale d’Arte all’Avana la si ritrova nella tua fotografia che non solo mostra  ma vuole mettere in scena. Cosa ti ha fatto passare dalla teatralità in movimento alla teatralità cristallizzata in un’inquadratura?

967452_10203483681483870_1922671860_nAlexander Gonzalez Delgado: Sinceramente non è stato un passo premeditato. Il fatto di non riuscire a fare teatro come desideravo io ( per vari motivi: dall’esile padronanza della lingua italiana, alla necessità di arrivare alla fine del mese io e la mia famiglia, etc.) mi hanno spinto a indirizzare la mia bestia creativa verso altri orizzonti. Un bel giorno di ben 11 anni fa, passando davanti ad un negozio di fotografia all’angolo del bar dove lavoravo, trovo in vetrina una macchina fotografica analogica Canon 300v in offerta. Fin da quando ero a Cuba la fotografia mi piaceva molto (d’altronde tutte le arti visuali sono collegate alla fotografia) e avevo anche dei grandi amici che la coltivavano come passione. L’ho comprata ed ho iniziato a scattare come un pazzo. Sbagliando tantissimo, per la poca conoscenza del mezzo e perché in analogico non si può controllare il risultato subito. Tra corsi, riviste di fotografia ed imparando dai maestri, ho iniziato pian piano, senza neanche rendermene conto, a creare un mio linguaggio visuale.

Karma Kama: A questo punto ti chiederei come parte il tuo processo creativo: da una modella, dal tuo immaginario, da una delle oniriche location che scegli come set…?

10168503_10203483671363617_356656060_nAlexander Gonzalez Delgado: Non ho un punto di partenza fisso:a volte dalla persona che mi trovo davanti, a volte mi lascio coinvolgere dal set e cerco di far interagire i modelli in quel habitat, tante altre è tutto già ben pensato. Principalmente  però do sempre spazio al dialogo e che tutti quanti diano un proprio apporto alla immagine finale. Non sai quanto piacere provo quando l’idea iniziale, influenzata dal set e dalle modelle/i, si trasforma in tutta un’altra cosa …mi rende proprio felice.

Karma Kama: Attraverso la macchina fotografica riesci a trasmettere una lirica carica erotica a corpi colti nella loro nudità. Tu ti definiresti più un fotografo di nudo od un ritrattista erotico?

10178189_10203483680203838_471721076_nAlexander Gonzalez DelgadoDirei  un ritrattista e basta. Ci deve essere l’ adrenalina della sensualità dentro ad ogni scatto che faccio anche se di un paesaggio..il riferimento erotico lo cerco sempre, però non faccio solo quello fotograficamente parlando, per questo non voglio essere etichettato.

Karma Kama: Oltre agli scatti…ormai non più inediti che ci hai regalato, hai altre anteprime da svelarci?

Alexander Gonzalez Delgado: Sono stato contattato da una casa editrice parigina La Musardine che si occupa di letteratura erotica per utilizzare delle mie foto come copertina di alcuni romanzi…alla fine del mese esce il primo romanzo. Ne sono strafelice.

961059_10203483678483795_834172686_nKarma Kama: Mi piacerebbe concludere questa intervista chiedendoti un pezzo musicale che senti possa rappresentare il tuo erotismo fotografico… so che non ci deluderai!

 

Alexander Gonzalez DelgadoE’ dura in solo pezzo ma ci provo…. Jeff Buckley: Lover, you should’ve come over….besos. 

 

 

 

 

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